TOSCANINI E DON CARLO GNOCCHI

Presentazione Mostra e Seminario Toscanini e Don Carlo Gnocchi: due vite esemplari a confronto.

Il Comitato Internazionale Viva Toscanini, in occasione della beatificazione di Don Carlo Gnocchi che avrà a luogo il 25 ottobre 2009 presso il Duomo di Milano, organizza una mostra-evento nella città di Milano. Tutto girerà intorno a due personalità: Arturo Toscanini e Don Carlo Gnocchi, due vite esemplari a confronto. 

Il Maestro Toscanini era un amico e un grande ammiratore di Don Gnocchi. La Fondazione Don Gnocchi, infatti, rientra fra le istituzioni coinvolte nelle attività del Comitato. 

Nato a Parma, Arturo Toscanini dimostrò fin dalla tenera età una grande predisposizione per la musica. Allievo della Regia Scuola di Musica, avviò a 19 anni quella che sarà una grande carriera artistica, contrassegnata dapprima dalle direzioni in piccoli teatri, poi a Torino e, nel 1898, alla Scala di Milano, che da quel momento resterà per mezzo secolo il “suo” teatro. Dopo la guerra, nel 1946, Toscanini diresse il concerto inaugurale della Scala ricostruita dopo i bombardamenti.
In quegli anni conobbe Don Gnocchi, impegnato a dar vita alla sua Opera per i mutilati, alla quale la figlia Wally offrì il proprio sostegno. Proprio alla figlia, che gli chiedeva se fosse credente, Toscanini rispose: «Certo, io credo in Dio. Non credo molto nei preti, a meno che non siano santi come Don Gnocchi…». E fu proprio Don Gnocchi, nel momento in cui i parenti di Toscanini lo invitarono a recarsi in America per convincere l’anziano maestro a confessarsi, a rispondere: «Non è necessario. Ha tanto fatto bene nella sua vita e non ha bisogno della mia assoluzione».

Don Gnocchi  fu una figura di rilievo nel campo dei giovani. Un prete che si occupò di loro, che amava stare con i ragazzi. Ordinato sacerdote, fu inviato dal suo vescovo negli oratori e poi in una delle scuole più prestigiose di Milano. Quando scoppiò la guerra, volle seguire i giovani che andavano al fronte: «Hanno bisogno di me, non posso lasciarli soli…». Durante la seconda guerra mondiale fece una promessa: «Se mi salverò, dedicherò tutta la mia vita ai poveri, ai sofferenti, a chi ha bisogno d’aiuto».

E così fece, occupandosi dei figli dei soldati morti in guerra e dei mutilati, avviando un’opera che ancora oggi si prende cura di tanti ragazzi disabili, di anziani e di persone gravemente ammalate. Morì ancora giovane, esattamente cinquant’anni fa. Al termine di una vita spesa per gli altri, volle perfino donare i propri occhi a due ragazzi che grazie a lui riacquistarono la vista.
Don Gnocchi fu un grande prete e un grande uomo, e proprio in questi tempi sta avendo luogo il processo di canonizzazione. 

Mostra Toscanini e Don Gnocchi

La mostra ideata dal Comitato si comporrà delle tavole illustrate dei due fumetti di Toscanini e Don Gnocchi, oltre alla proiezione di un video sull’epoca, di cui il Comitato sta effettuando il recupero per il materiale di repertorio. 

Le tavole, realizzate dalle Edizioni San Paolo, attraverso la direzione de “Il Giornalino” verranno poi distribuite nelle scuole italiane, riunite in un fascicolo.

Caratteristica editoriale de “Il Giornalino” è comunicare divertendo. Non indulge sul gioco, ma fa del gioco stesso una scuola. La storia, la testimonianza, la cultura e la stessa notizia di cronaca sono raccontate e condivise in allegria, col sorriso e l’entusiasmo di chi ha speranza nel domani. 

Seminario Toscanini Don Gnocchi

Oltre alla mostra è in programma un seminario dal titolo Toscanini e Don Carlo Gnocchi: due vite esemplari a confronto, che si svolgerà presso la sede della Fondazione Don Gnocchi. I relatori previsti saranno: il Senatore a vita Giulio Andreotti; il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta; Paola Severini, Segretario Generale del Comitato; Piero Melograni, Consulente Storico del Comitato; Mons. Bazzari; Don Antonio Tarzia per le Edizioni San Paolo; Donna Emanuela di Castelbarco, nipote del Maestro Toscanini; il Vice Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi Maria Romana De Gasperi; i rappresentanti, rispettivamente, del Comune di Milano, Della Provincia e della Regione Lombardia.

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